In una lettera ci dice perché viene al Banco
Momen è un ragazzino dodicenne, secondo dei tre figli di una signora mussulmana cui da tempo diamo, come Banco di Solidarietà, un aiuto alimentare. La mamma ha fatto amicizia con noi e da qualche tempo ha cominciato, quando può, a venire in sede, anche portandosi questo o quel figlio, a darci una mano. Da circa un anno
Momen viene regolarmente ogni sabato pomeriggio e fa con noi i lavori che servono. Si trattiene anche nei momenti di scambio di esperienze e confronto
tra di noi, e ascolta la recita dell’Angelus seguendo il testo che trova, incorniciato con il famoso quadro di Millet, appeso in sede e che lui va regolarmente a prendersi.
In giugno e luglio, in occasione dell’oratorio estivo, abbiamo accolto al Banco, tutti i giovedì, su richiesta dei loro educatori, un gruppetto di una dozzina di adolescenti cui era stato proposto di incontrare un’opera di carità. Così hanno ascoltato il racconto della nostra esperienza e aiutato a dividere gli alimenti per scadenza, sistemarli sugli scaffali, preparare i pacchi per le varie famiglie. E partecipato alla recita dell’Angelus, o almeno dell’Ave Maria.
E ogni volta Momen ha voluto esserci.
Un giovedì, presa “dallo stare dietro ai ragazzi”, stavo proprio dimenticando di dire la preghiera. Allora, a un certo punto, Momen mi viene vicino e mi dice: “Maria,
ma non diciamo una preghiera con loro?”
Sono rimasta di sasso e, dopo averlo ringraziato, insieme a tutti i ragazzi dell’oratorio abbiamo recitato un Ave Maria.
Mi sono resa conto che il Signore mi vuole proprio bene, nonostante la mia distrazione e dimenticanza usa di tutto, anche un ragazzino mussulmano di 12 anni, perché io mi ricordi di Lui e dia testimonianza.
Durante uno dei nostri incontri tra “volontari”, qualcuno ha chiesto a Momen se volesse intervenire e dire perché viene, come si trova, ecc. Lui ha detto: “Non parlo ora. Preferisco scriverlo”.
Così la volta dopo si è presentato con un foglio manoscritto in ordine e bella calligrafia e lo ha letto davanti a tutti i presenti.
«Mi chiamo Momen e da circa un anno partecipo ogni sabato alle attività del Banco
di Solidarietà: aiuto a trasportare scatoloni pieni di legumi, pasta, olio,
biscotti, pelati e altri alimenti destinati alle famiglie che si trovano in
difficoltà.
E’ un’attività a cui mi sono affezionato molto, perché mi permette di dare una
mano concreta a chi ne ha bisogno.
Anche se il mio contributo non è enorme, sento che comunque ha un valore. Ogni
scatola che carico o scarico rappresenta un piccolo gesto che può fare la
differenza per qualcuno.
In questi anni ho imparato tante cose: il valore della solidarietà, il rispetto
per le diverse situazioni delle persone e l’importanza del lavoro di squadra.
Mi piace venire qui perché sento di far parte di qualcosa di più grande. Aiutare
gli altri mi fa sentire utile e mi insegna a non dare mai nulla per scontato.
Voglio continuare a farlo perché credo che anche da giovani si possa fare la
differenza. E anche se può sembrare un impegno semplice, per me ha un
significato importante».
Maria
P. – Pozzuolo Martesana (MI)